«Maronna mia, speravo che questa storia finisse diversamente. Che la mamma venisse a riprendersi le bambine e le portasse via. Anche all’estero». La moka borbotta sul fornello mentre Maria Sofia Di Russo gira lentamente il cucchiaino nel caffè. Le mani tremano appena. Le lacrime rigano il viso e le rughe. Gli occhi si fermano nel vuoto come se stesse cercando di capire cosa sia successo dentro quella casa al quarto piano del complesso popolare di Rio Fresco Scacciagalline.