Ora che il Consiglio di Stato ha cristallizzato la geografia di Palazzo Campanella, Roberto Occhiuto non ha più alibi per continuare a rinviare l’allargamento del proprio esecutivo da 7 a 9 unità. Tra poco sarà un anno dalle elezioni che lo hanno riconfermato sulla tolda di comando regionale e Lega e Noi Moderati attendono ancora che i patti preelettorali siano rispettati. I salviniani, che già occupano la casella della vicepresidenza con Mancuso, hanno diritto ad un altro assessore. Sì, ma chi?
Le ore della convergenza
In queste ore si assiste ad una convergenza, che prima non c’era , sul nome di Mattiani, padrone del Carroccio reggino, ma sarebbe meglio dire di quel che ne rimane, come attesta il non lusinghiero risultato colto dalla Lega alle recenti comunali dello Stretto. Molto meglio ha fatto Scopelliti, ma l’operazione tesa a portare il consigliere regionale di Palmi in giunta, gratificherà anche il movimento dell’ex sindaci se è vero, e lo è, che la eventuale promozione di Mattiani significherebbe ingresso in assemblea per il primo dei non eletti, quel Sarica che di Scopelliti è espressione. Tutti felici e contenti? Calma, non è detto che la quadratura dei conti all’interno della tormentata Lega calabra, basti per chiudere la partita assessorile. Mattiani è sempre un ex azzurro, la cui fuoriuscita da Fi non è mai stata del tutto digerita in quel partito, nonostante la cordialità e l’armonia imposte dal copione dell’ultima campagna reggina. “E poi il ragazzo a volte appare un pò arrogante “, dicunt.






