Convinse Clinton ad aiutare l’ex Urss in caduta e riuscì a gestire la bolla dot-com, ma sottovalutò i subprime
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Alan Greenspan è morto all'età di 100 anni. «Sono stato elogiato per cose che non ho fatto. Ora vengo incolpato per cose che non ho fatto». Quando pronunciò questa frase, nel 2008, Greenspan stava assistendo al crollo della propria leggenda. Per quasi vent'anni aveva incarnato il potere silenzioso della Federal Reserve, l'uomo che i mercati ascoltavano come un oracolo. Fu celebrato come il banchiere centrale che aveva evitato crisi e recessioni. Poi arrivarono i subprime e il crollo di Lehman Brothers. E la leggenda del Maestro si trasformò nel simbolo dei limiti della finanza deregolamentata.L'avventura iniziò con l'amico William Townsend: insieme crearono uno studio di consulenze. Nel 1968, Alan scoprì il fascino della politica, entrando nello staff di Richard Nixon. Repubblicano convinto, finì però col trovare in Ronald Reagan il migliore interprete delle sue strategie: nel 1987, l'ex attore di Hollywood gli consegnò la Fed. George Bush senior confermò l'incarico, ed altrettanto fecero Bill Clinton e George Bush junior. Restò al timone per diciotto anni e mezzo, dall'agosto 1987 al gennaio 2006. E per ben tre volte fu decisivo nel salvare l'economia globale da un sicuro disastro. La prima nel 1998, quando si trovarono a coincidere il collasso finanziario della Russia di Boris Eltsin e il crac del Long Term Capital Management. Greenspan indusse Clinton ad aiutare l'ex impero sovietico in disfacimento, e chiuse il caso dell'hedge fund intervenendo sulle banche per coordinarne il salvataggio. Il secondo intervento decisivo risale alla primavera del 2000: fu lui a bucare la bolla delle dot-com prima che scoppiasse, e ad evitare che lo sboom si trasformasse in un altro 1929. Poi arrivò l'11 settembre del 2001 e l'attacco alle Torri gemelle. Greenspan chiamò la Bce e la Banca del Giappone, che con la Fed decisero di mettere in poche ore sul mercato 600 miliardi di dollari, una liquidità che insieme alla riduzione di mezzo punto dei tassi d'interesse tagliò le gambe alla speculazione ribassista impedendo il tracollo.










