"L’istituto ha commesso un errore ed è giusto riconoscerlo, ma il comportamento intimidatorio di un genitore è qualcosa di preoccupante". A intervenire è il dirigente scolastico dell’istituto superiore viareggino dov’è avvenuto il caso dei quattro studenti promossi e poi rimandati a causa di un errore nella trascrizione dei dati. Era stata una mamma a sfogarsi e a scagliarsi contro il personale della scuola. "L’episodio – scrive la dirigente – offre l’occasione per una riflessione più ampia. Psicologi, pedagogisti e sociologi evidenziano la tendenza di alcuni genitori a schierarsi in modo automatico a difesa dei figli, talvolta anche di fronte a evidenze oggettive che suggerirebbero invece un confronto educativo più realistico. Lo psicoterapeuta Crepet più volte evidenzia i rischi di un’eccessiva iperprotezione genitoriale, sostenendo che la crescita passa anche attraverso il confronto con i limiti e gli insuccessi: la famiglia deve accompagnare i ragazzi ad affrontare la realtà con responsabilità. Anche altri studiosi, come Novara e Recalcati, evidenziano come la difficoltà degli adulti ad accettare l’errore, il fallimento o la valutazione negativa dei figli possa indebolire il processo di maturazione personale, alimentando nei giovani l’idea che ogni insuccesso sia necessariamente imputabile a fattori esterni".