Le città di «matera» e «parma» scritte con la lettera minuscola in una verifica. E altri errori simili: la maestra aveva dato il compito di correggerli a casa, ma l’alunno di quinta elementare non l’ha fatto. E a quel punto l’insegnante, di una scuola paritaria della provincia di Treviso, è sbottata, con un giudizio inviperito sul quaderno: «Sinceramente sono stufa di correggere innumerevoli correzioni di verifica (letterale, ndr) scritte con i piedi, piene zeppe di errori ortografici gravi e di inesattezze. Se la tua idea è di continuare così, per me puoi stare a casa!». Tutto con penna rossa.
Treviso, il caso della maestra «stufa di correggere gli errori». Le proteste della famiglia e la difesa del preside: «Solo una caduta di stile»
La mamma protesta: «Sono metodi da vecchia scuola». Il preside difende la maestra








