Dopo cinque anni di elementari qualcosa si è rotto. L’insegnante di un alunno di quinta di una scuola primaria paritaria in provincia di Treviso di fronte ad un errore grammaticale è sbottata con una nota inviperita sul quaderno: «Sinceramente sono stufa di correggere innumerevoli verifiche scritte con i piedi, piene zeppe di errori ortografici gravi e di inesattezze. Se la tua idea è di continuare così, per me puoi stare a casa!» ha scritto l’insegnante. Apriti cielo. I genitori hanno contattato l’istituto il giorno stesso (l’episodio risale a lunedì 12 maggio) che li ha ricevuti la mattina successiva.
Il giudizio della maestra: «Se continui così, per me puoi stare a casa». I genitori: «No alla scuola dei nonni con bacchettate alle mani e seduti su ceci, cambieremo istituto»
Treviso, la protesta dei genitori di un bambino della quinta elementare: «Nostro figlio ha dovuto saltare la ricreazione, la maestra lo ha minacciato, niente recita di fine anno se fai errori». Il dirigente: «Pensavamo fosse tutto risolto»







