HomePoliticaLegge elettorale. Se il dibattito sulle regole allontana gli italiani dal votoLa giurista dell’università di Torino: troppi cambi di metodo negli ultimi anni. Così i cittadini hanno perso interesse per la partecipazione democratica.La giurista dell’università di Torino: troppi cambi di metodo negli ultimi anni. Così i cittadini hanno perso interesse per la partecipazione democratica.Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguicidi Anna Mastromarino* Per l’ennesima volta si apre in Parlamento la discussione per la riforma del sistema elettorale. Mattarellum, Porcellum, Rosatellum… il nostro Paese sembra affetto da una sorta di disturbo di attenzione elettorale che lo spinge a rimettere mano alle proprie regole un po’ troppo spesso rispetto alla media. Si perde così l’occasione di stabilizzare una sorta di psicologia elettorale, tanto tra i cittadini quanto tra i partiti, utile a far assimilare il modello favorendo azioni politiche che gli elettori sono in grado di interpretare nel senso di rendere la dinamica di voto prevedibile e consolidata come rito democratico.
Solo la conoscenza dei meccanismi di un sistema elettorale, infatti, può far sentire il cittadino parte essenziale di quel sistema e nulla come la pratica ripetuta può sortire effetti di consapevolezza dal momento che i testi delle leggi elettorali di per sé non risultano accessibili ai più. Il fatto è che da molto tempo si è probabilmente persa l’idea che i sistemi elettorali siano prima di tutto strumenti di partecipazione. Più tristemente da decenni vengono banalizzati e intesi come meri calcoli matematici che hanno come obiettivo quello di incoronare il capo. Se a ciò si aggiunge che tutti aspirano a essere parte del gruppetto che poserà quella corona, il risultato diventa così misero da far temere che a ogni riforma del sistema elettorale non possa che essere registrato un peggioramento dello stato dei fatti.








