martedì 23 giugno 20262' di letturaGiorgia Meloni dice che «il mio scambio con Trump non deve impattare sui rapporti tra Italia e Stati Uniti» e gli imprenditori italiani tirano un sospiro di sollievo. Parole di puro buon senso, non è neppure immaginabile che la crisi di nervi del presidente americano si trasformi in una crisi di relazioni tra i due paesi. Ma vado oltre, mantenendo ferma la sintesi che abbiamo fatto sulle esternazioni di Trump delle ultime ore che riguardano il nostro presidente del Consiglio.Se infatti il comportamento dell’inquilino della Casa Bianca è totalmente inaccettabile e addirittura preoccupante, non è il caso di gettare via il bambino con l’acqua sporca, dove per bambino si intende il trumpismo come ricetta per rilanciare l’Occidente sempre più minacciato dalle sue debolezze e dalle autarchie che cercano di approfittarsene. L’Italia è il paese più bello del mondo ma deve essere chiaro che da solo sarebbe condannato all’irrilevanza se non alla decadenza, non abbiamo le dimensioni né la forza né le risorse per vivere di vita autonoma, almeno non ai livelli in cui ci troviamo e a cui aspiriamo per di più in una Europa che un po’ si è svegliata ma che è ben lontana da quell’unità di intenti e interessi che potrebbe renderla soggetto politico sullo scacchiere della geopolitica. Il problema quindi non è quanto Trump sia folle, quanto amico, bensì quanto l’America, anche la sua di America, sia l’unico punto di riferimento degno di essere preso in considerazione.
Il giudizio su Trump non fa cambiare quello sul trumpismo | Libero Quotidiano.it
Giorgia Meloni dice che «il mio scambio con Trump non deve impattare sui rapporti tra Italia e Stati Uniti» e gli imprenditori itali...














