Trumpiano e favorevole alle armi, ha detto che vuole mettere i criminali "tre metri sotto terra". L'allineamento a Washington e i problemi per il deficit
È un milionario anti-establishment e ha promesso di combattere la criminalità organizzata e di fare una politica economica ultraliberale con il sostegno Usa. La storia di Abelardo de la Espriella in Colombia somiglia a quella di tante altre figure politiche in ascesa nel continente. Tra le sue proposte dirompenti figurano una drastica riduzione delle dimensioni dello Stato e la questione della permanenza nelle organizzazioni multilaterali. La sua vittoria chiude il capitolo di un governo di sinistra in un Paese storicamente governato dalla destra e teatro di 60 anni di conflitti interni. E si inserisce all’interno dell’effetto Trump: una tendenza in atto in America Latina, con spostamenti a destra in Cile, Bolivia, Argentina, Ecuador, Honduras e Costa Rica, i cui leader sono allineati con Washington.
«Un’oscillazione del pendolo a destra nella regione, chiaramente anche conseguenza del ruolo svolto da (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump nei processi politici locali», ha dichiarato all’agenzia France Press Juan David Cárdenas, esperto dell’Università di La Sabana. La Colombia è il principale produttore mondiale di cocaina. E si ritrova ancora una volta governata da un alleato degli Stati Uniti, mentre il presidente Usa rafforza le sue partnership per combattere il narcotraffico internazionale. Ha lanciato la coalizione «Scudo delle Americhe» con leader latinoamericani di destra. De la Espriella, cittadino colombiano e americano che si identifica come repubblicano, ha promesso l’eradicazione chimica delle piantagioni di coca. Con il supporto militare degli Stati Uniti, che potrebbero stabilire basi militari nel paese per bombardare i gruppi armati che si finanziano con il narcotraffico.












