Abelardo de la Espriella ha sorpreso tutti e sembra ormai destinato a diventare il prossimo presidente della Colombia, dopo il ballottaggio combattutissimo che si è tenuto domenica 21 giugno. Come già accaduto in Perù due settimane fa, anche la giornata elettorale colombiana è stata segnata dalla forte polarizzazione politica, in un clima reso ancora più teso dalle denunce di irregolarità avanzate dal presidente uscente Gustavo Petro. “Non si può ancora proclamare un presidente”, ha dichiarato l'attuale leader.Con oltre il 99 per cento dei voti già conteggiati, de la Espriella, l’avvocato penalista e candidato conservatore, ha ottenuto circa il 49,6 per cento dei voti, contro il 48,7 per cento del senatore Iván Cepeda, il candidato di sinistra sostenuto da Petro: uno scarto inferiore a un punto percentuale.“Questo sostegno storico ci riempie di gratitudine, ma anche di un’enorme responsabilità”, ha scritto De la Espriella su X, riferendosi ai quasi 13 milioni di voti ottenuti. “Oggi comincia una nuova fase per il nostro paese, costruita sulla volontà libera e democratica di milioni di cittadini che hanno deciso di credere in una Colombia grande, sicura, prospera e piena di opportunità”.Mentre De la Espriella festeggiava la vittoria e riceveva le congratulazioni di dirigenti conservatori e rappresentanti del mondo delle imprese colombiane, Petro ha scelto di non riconoscere immediatamente il risultato preliminare della consultazione, sostenendo che prima di dichiarare un vincitore definitivo debba concludersi tutto l’iter legale dello scrutinio. “È lo scrutinio a stabilire chi è il presidente”, ha detto Petro. “Obbedisco ai giudici”.Le contestazioni di PetroIl presidente e diversi esponenti dell'attuale maggioranza hanno sollevato dubbi su possibili anomalie nel processo elettorale. Tra le contestazioni ci sono presunte incongruenze in migliaia di seggi e perplessità sul software usato per trasmettere e aggregare i voti. “Avevo avvertito che il software dei fratelli Bautista era vulnerabile, come stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato del 2018, e che doveva essere sostituito con un software pubblico”, ha denunciato Petro. “Oggi abbiamo le prove di un cambio di indirizzi ip su diversi server della Registraduría Nacional. Questo significa che il software è stato violato e che altre persone hanno inserito dati relativi ai seggi e ai centri di voto. L’unico al mondo ad avere la capacità di farlo è lo Stato di Israele”.Petro ha anche insistito sul fatto che il conteggio preliminare non ha valore vincolante e che, dal punto di vista giuridico, a fare fede è lo scrutinio delle commissioni elettorali. “Vanno impugnati subito i seggi senza la firma degli scrutatori. Non si può ancora sapere chi sia il presidente e ci sono molte irregolarità”, ha detto Petro.Iván Cepeda, da parte sua, ha invitato i suoi sostenitori a restare vigili durante il processo di verifica e ha assicurato che accetterà il risultato una volta concluse le verifiche previste dalla legge.Durante la campagna elettorale, De la Espriella ha promesso una linea più dura sulla sicurezza e lo smantellamento di diverse iniziative promosse da Petro. Dopo il ballottaggio, ha accusato il presidente di alimentare dubbi sulla volontà popolare e ha invitato le istituzioni del paese a garantire il rispetto dell’ordine costituzionale.La Registraduría Nacional, l'ente pubblico incaricato tra le altre cose di organizzare il processo elettorale, prosegue intanto con lo scrutinio ufficiale. Si tratta di un passaggio obbligatorio in Colombia, che può modificare in parte i dati del conteggio preliminare; storicamente però le variazioni sono state limitate.Se i risultati saranno confermati, De la Espriella assumerà la presidenza il 7 agosto, segnando il ritorno della destra al potere in Colombia, quattro anni dopo l'insediamento del primo governo di sinistra nella storia contemporanea del paese. È un esito considerato sorprendente, dal momento che Cepeda era dato per favorito nei sondaggi praticamente dall’inizio della campagna presidenziale. Ma con il passare delle settimane, il sostegno popolare a de la Espriella, candidato del movimento Defensores de la Patria, è sensibilmente cresciuto.Chi è El TigreSoprannominato “El Tigre” e sostenuto da Donald Trump, Abelardo de la Espriella, 47 anni, si inserisce in una nuova ondata politica che sta cambiando il volto dell’America Latina, segnata da una serie di vittorie elettorali di candidati conservatori spesso indicati dai media e sui social come figure di “ultradestra”. Ha costruito la sua candidatura sulla promessa di combattere con più durezza i gruppi armati, ridurre le dimensioni dello stato e rafforzare il ruolo del settore privato nell’economia.Per i suoi sostenitori, De la Espriella rappresenta un’alternativa liberale sul piano economico e inflessibile in materia di sicurezza. Per i critici, invece, il suo linguaggio polarizzante, la vicinanza ad alcuni ambienti dell’uribismo (la corrente conservatrice nata attorno all’ex presidente Álvaro Uribe) e diverse dichiarazioni controverse sul ruolo delle forze armate e sull’ordine pubblico lo collocano all’estrema destra dello spettro politico colombiano.Questo articolo è apparso originariamente su Wired en Español.