Sulle note di "Vincerò", nella versione di Luciano Pavarotti, Abelardo De la Espriella ha chiuso a Cali il suo primo discorso da presidente della Colombia, promettendo la "Patria Milagro" e una netta svolta a destra dopo il governo di Gustavo Petro.
A 48 anni, avvocato e imprenditore milionario di nazionalità colombiana, statunitense e italiana, De la Espriella ha annunciato la rottura con la "pace totale" e una svolta liberale in economia e conservatrice in materia di sicurezza. "È cominciato il tempo del recupero dell'ordine e dell'autorità", ha dichiarato, promettendo di essere "il presidente di tutti i colombiani". Sul fronte della sicurezza ha ordinato alle forze armate di combattere "ogni struttura criminale" e ha avvertito che "la scelta del dialogo è esaurita".
Soprannominato "El Tigre", apertamente pro-Trump e presentandosi come un outsider antisistema, la svolta di De la Espriella, che ha vinto il ballottaggio del 21 giugno scorso contro il candidato di sinistra Iván Cepeda, è già in atto nelle carceri, con il trasferimento di circa cento detenuti in istituti di massima sicurezza. De la Espriella ha inoltre annunciato un nuovo elenco di gruppi narcoterroristi, lasciando prevedere un'intensificazione delle operazioni militari. Altro suo obiettivo prioritario è la cocaina: "non si combatte con statistiche truccate o mappe manipolate, ma estirpandola dalla terra", ha detto, promettendo di rilanciare le operazioni di sradicamento e fumigazione aerea con tecnologie aggiornate. Ma il cambio di paradigma riguarda anche l'economia: congelamento della spesa pubblica e riforma fiscale che elimina l'imposta sul patrimonio. "Non bisogna tassare il successo, ma creare condizioni per intraprendere", ha affermato. Priorità assoluta anche alla sicurezza energetica, con il rilancio di Ecopetrol e l'apertura al "fracking responsabile e sostenibile".















