Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLe aggressioni al personale sanitario continuano a crescere in tutta Italia, con cinque regioni ormai in «allarme rosso»: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Campania. Parallelamente si allarga il divario tra gli episodi effettivamente subiti dagli operatori e quelli che vengono denunciati formalmente. È quanto emerge dall’indagine diffusa dal sindacato Nursing Up dopo l’ultimo caso registrato al pronto soccorso del Sant’Orsola di Bologna.
Aumentano gli episodi di violenza
L’analisi restituisce «un quadro profondamente diverso da quello di pochi anni fa». Non solo aumentano gli episodi di violenza, ma cambia anche la loro distribuzione geografica, mentre cresce il peso delle aggressioni nei reparti di emergenza-urgenza e nei servizi dedicati alla salute mentale. In Italia sono attivi circa 620 pronto soccorso e Dea, ai quali si aggiungono oltre 300 Servizi psichiatrici di diagnosi e cura: quasi 1.000 strutture sanitarie di frontiera chiamate a gestire le situazioni più delicate. A fronte di questa rete, risultano operativi circa 195 posti di Polizia ospedalieri, un dato che determina una scopertura strutturale superiore al 68% anche considerando esclusivamente l’emergenza. Il quadro si aggrava nelle ore notturne e durante i fine settimana, quando molti presidi non sono attivi e la sicurezza viene demandata unicamente alla vigilanza privata. Secondo Nursing Up, la carenza di copertura raggiunge il 65% nel Nord Italia, supera il 75% nel Centro e tocca l’85% nel Sud e nelle Isole.








