Bologna, 19 giugno 2026 – Ancora aggressioni ai sanitari del Pronto soccorso del Sant'Orsola. Lo denuncia la Cisl. "Quello che è accaduto negli ultimi giorni al Sant'Orsola - dichiara Caterina Saponaro della Cisl Fp - è inaccettabile e rappresenta l'ennesimo segnale di un'emergenza che non può più essere sottovalutata. Solo nella giornata del 17 giugno si sono verificati diversi episodi di violenza: tre operatori sono stati colpiti con calci da giovani pazienti con presunto abuso di sostanze; un infermiere ha dovuto schivare due pugni sferrati da un paziente in stato di agitazione". Nella notte successiva, invece, "è stato necessario l'intervento delle Forze dell'ordine per aggressioni con calci agli operatori e infermieri e l'episodio più grave ha visto, questa notte, un infermiere vittima di un tentativo di strangolamento questa notte".

Cisl Fp: “Un’escalation di violenza. Regna la paura”

Dunque, "non stiamo parlando - prosegue Saponaro - di episodi isolati, ma di una escalation di violenza che sta trasformando i luoghi di cura in luoghi di rischio per chi vi lavora. Infermieri, Oss, medici e operatori sanitari non possono continuare a svolgere il proprio servizio con la paura di essere insultati, colpiti o addirittura aggrediti fisicamente". Da tempo, ricorda il sindacato, la Cisl Fp denuncia una "situazione insostenibile", aggravata dall'aumento dei casi correlati all'abuso di alcol e sostanze, dal sovraffollamento dei Pronto soccorso e dalla carenza di personale. Ogni aggressione, segnala il sindacato, non colpisce soltanto il lavoratore coinvolto, ma indebolisce l'intero sistema sanitario e compromette la qualità dell'assistenza ai cittadini. Cisl Fp sollecita quindi Azienda, Istituzioni e politica di "assumersi le proprie responsabilità": servono più personale, maggiori presidi di sicurezza, protocolli operativi efficaci e una presenza costante delle forze dell'ordine nelle situazioni a rischio. "Non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia prima di intervenire", afferma il sindacato. "La sicurezza degli operatori sanitari- conclude Saponaro- deve diventare una priorità assoluta. Chi cura ha il diritto di lavorare in un ambiente sicuro. Siamo arrivati al punto in cui andare a lavorare in Pronto soccorso significa rischiare di essere presi a pugni, o a calci. Questo non è più tollerabile in un paese civile". Una foto generica di infermieri