di

Gennaro Scala

Tre aggressioni negli ultimi giorni. Un infemiere colpito con una testata al volto al pronto soccorso da un uomo che pretendeva informazioni. Altre persone hanno picchiato un secondo paramedico e devastato una sala

Due aggressioni in appena quarantotto ore, tre infermieri assaliti e un numero di casi che continua a crescere. A Napoli la violenza contro il personale sanitario non conosce tregua; a tenere il conto è l’associazione Nessuno Tocchi Ippocrate: dall’inizio del 2026 le aggressioni registrate nelle Asl Napoli 1 Centro e Napoli 2 Nord hanno raggiunto quota 19. Un numero che racconta molto più di una statistica. Racconta la quotidianità di medici, infermieri e operatori costretti a lavorare in prima linea tra carenze di organico, tensioni crescenti e condizioni di sicurezza sempre più precarie.

L’episodio più grave si è verificato l’11 giugno nel reparto dei “codici rossi” dell’ospedale del Mare. Erano circa le 16 quando un’infermiera, impegnata a gestire contemporaneamente due pazienti critici, è stata brutalmente aggredita da uno di loro. Secondo la ricostruzione fornita dall’associazione, il paziente, positivo all’epatite di tipo C, si sarebbe liberato dalla contenzione farmacologica per poi scagliarsi contro la professionista. L’uomo l’ha afferrata per i capelli, scaraventandola contro una scrivania e colpendola più volte al volto. Una scena drammatica consumata sotto gli occhi di pazienti e operatori. Durante la colluttazione l’infermiera è stata inoltre esposta al sangue dell’aggressore. Solo il tempestivo intervento di due guardie giurate, Edoardo e Carlo, ha impedito conseguenze ancora più gravi.