Una operatrice socio-sanitaria, mentre svolgeva il proprio turno di servizio nel reparto di Radiologia all'ospedale Cardarelli di Napoli, è stata aggredita da un paziente in forte stato di agitazione che ha provato a strangolarla. È quanto si legge in una nota del segretario della Sanità Pubblica per la Fp Cgil Campania, Antimo Morlando, che sottolinea: «Non è più tollerabile che il personale sanitario debba rischiare la propria vita nello svolgimento del proprio dovere. Esprimiamo la massima solidarietà e vicinanza alla collega aggredita».

L’aggressione e il soccorso L’operatrice, si legge nella nota del sindacato, stava eseguendo il trasferimento di alcuni pazienti dal Pronto Soccorso alla Radiologia quando, nel transitare nei locali del PS, è stata improvvisamente affrontata dall’uomo, che ha tentato di strangolarla. Provvidenziale e immediato è stato l’intervento dei colleghi presenti e delle guardie giurate in servizio: solo grazie alla prontezza e dopo una breve colluttazione si è riusciti a sottrarre la donna dalle mani dell’aggressore, evitando che la situazione degenerasse in tragedia.L’operatrice, visibilmente scossa e sotto shock per il gravissimo trauma subito, è stata immediatamente soccorsa. I medici le hanno riscontrato lesioni guaribili con una prognosi di 21 giorni.Le reazioni e l’appello della Cgil «Questo ennesimo episodio dimostra come ci siano ancora zone e percorsi 'franchi' nei nostri Pronto Soccorso e nei servizi del PS, nonostante in alcune strutture le misure di sicurezza siano state elevate proprio per garantire l’incolumità di chi lavora in prima linea», conclude Morlando. Il sindacato chiede interventi urgenti per fermare questa spirale di violenza prima che sia troppo tardi. «Iniziando campagne di sensibilizzazione capillari».Anaao Assomed Campania: “I processi sui social hanno come solo effetto quello di aumentare la violenza. C’è bisogno di unire, non di dividere”.“Processare i medici in diretta social non significa chiedere giustizia, significa alimentare odio e sospetto. C’è bisogno di unire, non di dividere, altrimenti vedremo solo aumentare la violenza che già oggi è un enorme problema in tutti gli ospedali e nei presidi che sono fatti per garantire assistenza. Quanto è avvenuto al Cardarelli ne è la dimostrazione”. È un appello all’unità, ma anche un invito ad abbassare i toni, quello lanciato dal segretario regionale dell’Anaao Assomed, Vincenzo Bencivenga, che interviene all’indomani dell’ennesima aggressione avvenuta al Cardarelli di Napoli. Bencivenga, che si unisce con sincera partecipazione al dolore dei familiari di Francesca Tucci, condanna il gravissimo episodio che, sottolinea, “si innesta in un clima avvelenato dai social”.E aggiunge: “Ci preoccupa moltissimo l’abitudine a trasformare vicende ancora da accertare in processi sommari celebrati sui social e nel dibattito pubblico, spesso sulla base di informazioni parziali, frammentarie o non verificate”. Anaao Assomed denuncia il rischio di una deriva sempre più pericolosa: la spettacolarizzazione di singoli casi, prima ancora che siano chiariti i fatti, alimenta sfiducia, rabbia sociale e aggressività nei confronti del personale sanitario. “Serve una risposta collettiva, istituzionale, così come avviene sul fronte delle aggressioni al personale sanitario”, dice Bencivenga.Così anche Eugenio Gragnano, segretario aziendale Anaao Assomed del Cardarelli di Napoli: “La presunzione di innocenza vale per tutti e deve valere anche per i medici. Serve, anche da parte della politica regionale e nazionale, una posizione netta, valutando anche iniziative a tutela dell’onorabilità dei professionisti quando vengono esposti a una condanna social prima ancora che le autorità abbiano accertato i fatti”. Anaao Assomed Campania sottolinea come difendere i medici dai processi sommari non significhi sottrarli alle proprie responsabilità. Significa, al contrario, pretendere che ogni responsabilità venga accertata nelle sedi giuste, con rigore, competenza e rispetto delle garanzie previste dalla legge. Senza questo equilibrio, a perdere non saranno solo i medici, ma tutti i cittadini. “Dividere, alimentare odio e sospetto – conclude Vincenzo Bencivenga – può solo lacerare il rapporto di fiducia che è indispensabile per salvare vite e prendersi cura di chi ha bisogno. Ai leoni da tastiera ricordo che i medici sono lì per quello, per salvare vite. Continuare su questa strada non farà altro che svuotare i reparti critici di grandi professionalità e questo, sì, avrebbe un costo enorme sulla salute dei cittadini”.