Roma, 23 giugno 2026 – Professor Paolo Feltrin, politologo e docente di Scienza della politica, quanto può pesare per Meloni lo scontro con Trump a livello di consenso?
«Se si votasse domattina un effetto ci sarebbe, ma siccome manca un anno alle elezioni la mia impressione è che, tutto sommato, l’impatto sarà limitato. Se ce ne fosse bisogno c’è tempo per recuperare e poi non è la politica estera il tema su cui si perde davvero il consenso nel nostro Paese. È un tema sempre più importante, ma le elezioni si vincono o si perdono su altro, in particolare sulle questioni economiche. La gente vota più con il portafoglio che guardando ai grandi interessi nazionali».
La lite con Trump può sfociare in ritorsioni economiche?
«Bisogna vedere se davvero capiterà qualcosa. Che ci sia una preoccupazione in questo senso nei gruppi dirigenti e negli uomini d’affari è comprensibile, ma che questo già oggi si manifesti a livello popolare ci credo poco, semmai il problema che ha Meloni è più su temi interni, a cominciare da Vannacci. È lì che nei prossimi mesi si giocherà la rielezione o meno a capo del governo».
Quanto è ‘pericoloso’ un Vannacci battitore libero per il centrodestra?










