Lo smottamento della Lega si sta ripercuotendo anche nella Rai. La televisione di stato si è retta fino a ora sulla spartizione degli incarichi fra Fratelli d’Italia e il Carroccio, con Forza Italia in attesa della nomina, ancora bloccata, di Simona Agnes alla presidenza.
Matteo Salvini, pur avendo ottenuto il 9% alle scorse politiche, è riuscito a portare a casa tutto quello che aveva chiesto tramite il fedelissimo Alessandro Morelli: ex direttore di Radio Padania, ora sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazione economica e quindi esecutore in Rai delle volontà del governo. Tanto che nel partito della premier è montata una certa insofferenza verso l’amministratore delegato, il meloniano Giampaolo Rossi, considerato troppo accondiscendente verso la Lega.
Adesso, però le appartenenze si fanno più sfumate e non per decisioni dall’alto. Le manovre autonome dei funzionari Rai considerati finora vicini a via Bellerio, intenzionati a rimanere al proprio posto anche con altri assetti istituzionali, sono un effetto diretto dei sondaggi che vedono la Lega in caduta libera. Secondo fonti sindacali di viale Mazzini, l’attivismo del direttore dei TgR Roberto Pacchetti (la cui nomina è stata al centro di un aspro scontro politico all’interno della maggioranza, vinto a tutti i costi dalla Lega) nelle sedi delle regioni interessate dal voto della prossima primavera ha causato più di un dispiacere ai suoi referenti politici.










