Il termine “ricucire” stavolta non ha senso. Come si possono ricucire rapporti personali degenerati in rissa? Si tratta invece di evitare che la rottura tra il presidente degli Usa e la premier italiana coinvolga le relazioni tra i due Paesi perché per l’Italia una frattura con gli Stati Uniti non è neppure immaginabile. La premier, in cdm, lo dice forte e chiaro: «Lo scambio tra me e Trump non deve impattare sui rapporti tra governo e Stati Uniti». Dunque sia chiaro che alle celebrazioni dell’Independence Day, il 2 luglio prossimo a Villa Taverna, i ministri ci devono essere. Per lo stesso motivo nessuno nella maggioranza ha replicato all’ennesimo attacco di Trump, domenica sera.
LA PREMIER HA INSISTITO anche sul ruolo positivo sempre svolto dall’ambasciatore americano Fertitta, il quale, da parte sua, ha fatto filtrare in serata una posizione più che soddisfacente per il governo italiano: «Possono esserci momenti di disaccordo tra due leader. L’importante è che il rapporto tra Usa e Italia continui a essere di vera cooperazione fra i due Paesi». La posizione a cui mira l’Italia per salvare il salvabile.
La settimana prossima Carlo Fidanza, capodelegazione FdI al parlamento europeo, e Antonella Sberna, vicepresidente del parlamento europeo, saranno in missione a Washington con una delegazione del gruppo dei Conservatori. L’impegno era fissato da tempo ma ora serve anche a rinsaldare i rapporti con ampie aree del Great Old Party che, assicurano in via della Scrofa, non condividono l’astio del presidente. Il peso di mantenere rapporti solidi con il governo americano ricade in buona parte sul ministro della Difesa Crosetto. L’incontro della settimana scorsa a Washington con l’omologo americano Hegseth era andato molto bene. Hegseth è in questo momento tra i più vicini al presidente e questo desta un certo ottimismo a Roma. Un passo ulteriore dovrebbe essere l’adesione italiana alla cosiddetta Pax Silica, il coordinamento per «mettere in sicurezza» semiconduttori e minerali essenziali per la AI come il silicio lanciato nel dicembre scorso dagli Usa. Di fatto un’alleanza in funzione anticinese alla quale hanno aderito sinora 15 Paesi ai quali si potrebbe aggiungere molto presto l’Italia.












