Se c’era ancora un margine per recuperare il rapporto naufragato fra Trump e Meloni, come auspicava il ministro della difesa Crosetto, adesso non c’è più. Ricucire anche solo con una toppa non è possibile. Il presidente americano, dopo la risposta dura di venerdì dell’ex amica italiana, ha deciso di passare direttamente ai B-52. La premier, che si aspettava la nuova mazzata dopo le sue parole all’indirizzo del tycoon, ha risposto sullo stesso tono ma promettendo di replicare per l’ultima volta «perché credo ancora all’unità dell’Occidente». Non che consideri la promessa troppo vincolante però.
VOLANO GLI STRACCI. Le frasi del presidente Usa due giorni fa al giornalista Daniele Compatangelo («Giorgia Meloni mi ha implorato di fare una foto, mi ha fatto pena»), relative allo scambio avuto a Evian per il G7, aveva provocato venerdì una prima replica: «Dichiarazioni inventate, sono allibita. Si ricordi: io e l’Italia non imploriamo mai». The Donald ieri ha rincarato la dose accusando la premier italiana di voler tornare amica degli Usa, dopo il tradimento, per frenare il calo di consensi e le sbatte la porta in faccia: «No, grazie». Neppure lei la manda a dire: «Essere sua amica certo non ha aiutato la mia popolarità». Popolarità, attacca, che peraltro «non la riguarda: le suggerisco di concentrarsi sulla sua». Scontro fra crotali. Nel post di ieri sul social Truth, Donald si è tolto tutti i sassoloni dalle scarpe. Conferma che la premier aveva «chiesto più volte la foto con me» e per una volta non mente. Sbeffeggia il calo di consensi della premier: «Sta andando male, forse perché ha respinto gli Usa quando si è trattato di impedire all’Iran di ottenere o sviluppare l’arma nucleare». Ma non è stata l’unica: «Come la Nato, del resto».











