Festival, rassegne, retrospettive, kermesse, incontri, seminari, laboratori, workshop, saloni, corsi e ricorsi tutt’altro che storici (che Vico ci perdoni) e poi mostre, cicli, biennali e ancora e ancora e ancora senza soluzione di continuità. L’Italia può essere definita in tanti modi ma oggi è senz’altro il Paese dei festival. Sapete quanti se ne organizzano e naturalmente finanziano? Beh, nessuno conosce il numero esatto ma ciò che si sa è che in Italia ogni anno vanno in scena la bellezza di oltre tremila festival. Nessuno in Europa è al nostro passo. Siamo il fanalino di coda per il debito pubblico, ma sulla mania festivaliera non ci batte nessuno. I campioni siamo noi.
Dal Festival di Sanremo a salire — o a scendere, questo dipende, forse, dalla vostra personale valutazione — ne abbiamo per tutti i gusti: filosofici, letterari, scientifici, economici, fisici, storici, artistici, politici, biologici, tecnologici, sentimentali, geografici e ancora e ancora e ancora senza soluzione di continuità anche qua. Ma non si sarà esagerato con la teoria e la pratica dei festival su qualunque cosa? Da Nord a Sud, per quattro stagioni, la Penisola è attraversata da festival e controfestival. Con quali risultati?








