C’è un’energia particolare che attraversa oggi Copenaghen, dove il primo giugno si è tenuta la cerimonia della Guida Michelin per i Paesi nordici. È il fermento creativo di una scena gastronomica in continua evoluzione, che sta portando alla ribalta una nuova generazione di chef.

Nicky Arentsen, classe 1994, è tra questi. Nel 2024, a soli 81 giorni dall’apertura del ristorante Aure, progetto che condivide con la compagna Emma Nørbygaard, ha ottenuto la prima stella Michelin, accompagnata dallo Young Chef Award. Aure, sull’isola di Holmen, trova spazio in una polveriera del XVIII secolo, che lo chef omaggia tra i dessert con una scoppiettante granella.

Nicky Arentsen nella sua cucina

La visione di Arentsen, che ha voluto la cucina parte integrante della sala, è improntata a una filosofia culinaria aperta e internazionale, che si riflette in piatti che raccontano il territorio (mare, selvaggina, frutti della foresta) attraverso accostamenti eleganti e ben bilanciati. “Traggo ispirazione da tutto il mondo”, dice. Il cuore è il rispetto della stagionalità, eredità dell’infanzia dello chef, cresciuto in una famiglia di pescatori a Nykøbing Falster. “Da bambino andavo a pescare con mio nonno i gamberetti di fiordo e le anguille. Abbiamo sempre cucinato partendo da zero. Questo mi ha influenzato molto”.