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Dal 29 gennaio al 2 febbraio nella capitale danese – la città probabilmente più all’avanguardia della gastronomia mondiale – Rasmus Munk di Alchemist raduna i più visionari dei suoi colleghi, i cui piatti si alterneranno ai suoi. Tra gli italiani Alajmo, Niederkofler, Rosval, Uliassi e Pepe. E il 30 un Symposium ragiona sulle contaminazioni tra cibo, arte e comunità
Se dovessimo individuare la capitale gastronomica europea di questi tempi procellosi, non sarebbe né Londra né Parigi la nostra scelta, e nemmeno la nostra Milano, ma Copenaghen. Capitale della Danimarca e città dinamica e modernissima nel senso più ampio e nobile del termine. Qui, in una terra molto meno ricca della nostra di materie prime e tradizioni familiari e regionali, si dà del tu all’avanguardia e la ristorazione trova nuovi terreni di dialogo, di esplorazione, di trasgressione e di ricerca.
In questo contesto si inserisce Convergence, un evento globale di cinque giorni il cui animatore è una delle menti più brutalmente controcorrente della scena gastronomica di Copenaghen, Rasmus Munk, chef di quel ristorante definito e cinematografico che è Alchemist. Un evento che, come spiega il nome, intende mettere in tavola cose e idee che si uniscono, nella convinzione che un linguaggio culinario possa favorire il dialogo e creare connessioni tra persone e culture di tutti i continenti.






