Seppure non si tratti di una vera e propria emergenza, si sono impennate le richieste d’aiuto a causa del caldo africano: quali sono i numeri e la popolazione più a rischio
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Il grande caldo che arriva dall’entroterra africano non fa impennare soltanto i termometri ma crea enormi criticità soprattutto alla popolazione più fragile. E così, nel fine settimana appena trascorso, in numerosi pronto soccorso italiani c'è stato un netto aumento delle richieste di aiuto. Si è avuto il picco di oltre mille accessi soltanto nei più importanti nosocomi di Parma e provincia. Massima attenzione anche ai prossimi giorni con numerose città da bollino rosso.[[nodo 2682614]Gli accessi a ParmaNel dettaglio, tra venerdì e domenica i Pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Parma, dell’ospedale di Vaio e dell’ospedale di Borgotaro oltre ai Centri di assistenza e urgenza (Cau) di Parma e provincia, hanno registrato 1.068 accessi di cui il 29% con persone over 75 ben più della media annua del 25%.Gli accessi a CremonaImpatto importante anche all’Ospedale di Cremona con volumi più elevati rispetto al normale: soltanto a causa del caldo sono stati circa 200 i pazienti che si sono rivolti al pronto soccorso con patologie legate all’aumento di temperatura e umidità. A essere stati soccorsi sono stati soprattutto gli anziani con patologie croniche che sono maggiormente vulnerabili all’aumento termico. Tra i sintomi più comuni cali di pressione, malori e il riacutizzarsi di patologie cardiovascolari, metaboliche o respiratorie.Cosa è successo a Vicenza e PadovaBoom di accessi anche all’ospedale di Vicenza con circa 200 persone visitate dal personale medico: molti di loro si trovavano in crisi di disidratazione, scompensi cardio-vascolari o collassi. Discorso molto simile anche per l’Azienda Ospedale Università di Padova che negli ultimi giorni ha registrato un netto incremento di situazioni legate al caldo africano. Quotidianamente, ormai, si registrano accessi di persone colte da attacchi di calore.













