C'è qualcosa di curioso nel modo in cui le aziende stanno vivendo la rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Da una parte, aumentano gli investimenti, si moltiplicano le sperimentazioni, nascono nuove figure professionali e nuove responsabilità organizzative; dall'altra, quando arriva il momento di misurare i risultati economici, le risposte diventano improvvisamente molto più sfumate. È il paradosso fotografato dalla ricerca "The AI Paradox in Europe's Consumer Industries: More Spending, Elusive Impact" realizzata da McKinsey tra dirigenti e manager delle principali aziende europee attive nei settori retail, largo consumo, moda e servizi al consumatore. Più di otto aziende su dieci dichiarano di aver aumentato gli investimenti in intelligenza artificiale nell'ultimo anno, ma oltre la metà non è ancora in grado di quantificare un impatto concreto sui risultati economici.

Un dato che può apparire sorprendente soltanto a chi pensa che la tecnologia produca automaticamente produttività. In realtà la storia economica insegna esattamente il contrario.

La lezione dimenticata delle rivoluzioni tecnologiche

Nel 1987 il premio Nobel Robert Solow pronunciò una frase diventata celebre: "Si vede l'era dei computer ovunque tranne che nelle statistiche sulla produttività".