L'€conomista
Bruxelles investe 398 milioni di euro in ricerca e Reti ERN. Il nostro Paese coordina tre network, ospita il 20% dei centri specializzati e può trasformare l’eccellenza in sistema
Gianluca Lambiase
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Nel loro insieme, le malattie rare coinvolgono decine di milioni di cittadini e richiedono risposte che nessun Paese può costruire da solo. Per questo l’Unione Europea ha scelto un modello fondato sulla condivisione delle competenze, della ricerca e sull’integrazione dei sistemi sanitari nazionali. «Per il 95% delle malattie rare non ci sono ancora terapie e questa è la grossa sfida», ha ricordato Sandra Gallina, direttore generale della DG SANTE della Commissione europea, intervenuta al Primo Summit sulle Politiche per le Malattie Rare promosso dal Ministero della Salute su iniziativa del sottosegretario Marcello Gemmato. «Abbiamo costruito un quadro comune importante, ma ora il passaggio decisivo è l’appropriazione da parte degli Stati membri delle reti e delle politiche» ha proseguito Gallina. «Le malattie rare dimostrano il valore aggiunto dell’Europa quando le competenze vengono messe davvero in comune».









