"In 2 milioni affrontano diagnosi tardive e divari di accesso"

Si è tenuto nella capitale il vertice dedicato alle patologie rare. Il Ministro Schillaci: “Diagnosi tempestive, cure di qualità ed equo accesso ai farmaci innovativi. Abbiamo fatto passi avanti, diventando un punto di riferimento a livello europeo”

Paolo Bozzacchi

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Non lasciare indietro nessuno. E interpretare la rarità delle malattie come una sfida per il Paese. Questo il senso del primo Summit Nazionale per le Politiche sulle Malattie Rare, tenutosi a Roma e promosso dal Ministero della Salute. Una kermesse di confronto tra Governo, Parlamento, rappresentanti UE, Regioni, industria, ricerca, clinici e associazioni di pazienti. Obiettivi? Trasformare la rarità da condizione di isolamento a banco di prova, in primis per la qualità del Servizio Sanitario Nazionale italiano: un’eccellenza mondiale. Poi consolidare la strategia nazionale e portare nel dibattito europeo una proposta italiana per un Piano europeo sulle malattie rare. Anche perché le malattie sono rare, ma i pazienti sono milioni. Per la precisione in Italia due milioni di persone coinvolte, alle prese con diagnosi tardive, percorsi frammentati, differenze regionali e accesso non uniforme alle terapie.