Dopo il pareggio contro il Belgio, la nazionale iraniana ha lasciato un foglio scritto a mano per ringraziare l'accoglienza di Los Angeles. Al fischio finale, il ritorno in Messico
«Che pace, rispetto e amicizia possano prevalere tra tutti i popoli». Si chiude così il messaggio scritto a mano e lasciato dalla nazionale iraniana nello spogliatoio del SoFi Stadium di Los Angeles dopo il pareggio 0-0 contro il Belgio. Undici righe, due cuori disegnati e altrettanti hashtag: #168 e #Minab, un richiamo alla città dell’Iran meridionale dove, lo scorso febbraio, un bombardamento statunitense avrebbe provocato la morte di 168 persone all’interno di una scuola femminile.
Il ringraziamento per l’accoglienza di Los Angeles
Un messaggio di pace che arriva al momento dell’apertura dei negoziati tra Iran e Stati Uniti in Svizzera. Anche i giocatori iraniani vogliono fare la propria parte, ringraziando l’accoglienza della città di Los Angeles, prima di tornare in Messico, dove sono costretti ad allenarsi per le restrizioni imposte dagli Usa. «Dall’antica Persia di migliaia di anni fa all’Iran moderno, lo spirito della nostra nazione continua a vivere. Siamo arrivati a Los Angeles con orgoglio, abbiamo giocato con onore e lasciamo questa città con dignità». Il pensiero è rivolto anche ai «Tehrangeles», i cittadini di origine iraniana presenti nell’area californiana. «Grazie a Los Angeles per l’ospitalità e a tutti gli iraniani che hanno sostenuto la squadra con la loro voce, il loro cuore e la loro passione durante questi 180 minuti», scrivono i calciatori.










