Dopo il pareggio col Belgio ai Mondiali, l’Iran ha lasciato un foglio scritto a mano nello spogliatoio con un messaggio e due hashtag: #168 #minab.
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L'Iran ha pareggiato domenica anche la seconda partita del girone ai Mondiali 2026, strappando un punto al Belgio in un match che nel finale si era messo in discesa per Taremi e compagni dopo l'espulsione di Ngoy al 66′. Lo 0-0 di Los Angeles lascia la squadra asiatica padrona del suo destino e con tutte le possibilità di qualificarsi ai sedicesimi di finale: se la giocheranno all'ultima partita contro l'Egitto, che dopo la vittoria sulla Nuova Zelanda comanda il Gruppo G con 4 punti. Dopo il pari di ieri, i calciatori dell'Iran hanno lasciato un messaggio nello spogliatoio del SoFi Stadium di Los Angeles in California. Parole scritte a mano, piene di orgoglio ma anche di pace, e due hashtag: #168 #minab.
Il messaggio dell'Iran: "Siamo venuti con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità" Ecco il testo del messaggio, scritto su un post-it: "Dall'antica Persia di migliaia di anni fa al civilizzato Iran di oggi, lo spirito dell'Iran rimane vivo e saldo. #168 #minab Siamo venuti a Los Angeles con orgoglio, abbiamo gareggiato con onore e ce ne andiamo con dignità. Grazie, Los Angeles, per la tua ospitalità. E grazie a ogni iraniano che ha dato il proprio cuore, la propria voce e la propria anima per l'Iran durante questi 180 minuti. Che la pace, il rispetto e l'amicizia possano prevalere tra tutte le nazioni". Cosa significano i due hashtag #168 e #minab Se le frasi sull'orgoglio nazionale che guarda anche al passato millenario sono facilmente comprensibili, così come quelle su "pace, rispetto e amicizia", i due hashtag #168 #minab meritano una spiegazione. Fanno riferimento a un tragico evento nell'ambito della guerra tra Stati Uniti e Iran: l'attacco aereo americano del 28 febbraio sulla scuola elementare Shajareh Tayyebeh di Minab, città nel sud del Paese, in cui persero la vita 168 persone, per la maggior parte bambini. Gli iraniani utilizzano questi due hashtag come simbolo di lutto e protesta, per ricordare le vittime civili di quel bombardamento e mantenere viva la memoria dell’accaduto nella comunità internazionale.










