A Enna famiglie, giovani coppie, studenti e lavoratori faticano a trovare un alloggio accessibile; dall’altra case chiuse, immobili sottoutilizzati, porzioni di centro storico che aspettano da anni di tornare a vivere. Da qui la proposta della Fimaa Confcommercio Enna, che offre al Comune di Enna la propria collaborazione sul terreno più delicato e insieme più strategico per il futuro urbano: quello dell’emergenza abitativa.

L’associazione di categoria degli agenti immobiliari non si limita a una dichiarazione di disponibilità generica. Il presidente provinciale Vincenzo Torrisi indica una direzione concreta: mettere al servizio dell’amministrazione competenze tecniche, conoscenza del mercato locale e capacità di lettura del patrimonio esistente, a partire da un’attività di mappatura, analisi e ricognizione degli immobili, soprattutto privati, che potrebbero essere rimessi in circuito. In altri termini, l’idea è semplice: prima ancora di costruire, occorre capire bene che cosa c’è, che cosa è recuperabile, che cosa può essere affittato a condizioni sostenibili e che cosa invece resta bloccato per ragioni burocratiche, economiche o urbanistiche.

La proposta arriva in una fase in cui la questione casa a Enna non può più essere letta come un problema settoriale. Riguarda il welfare, certo, ma anche il commercio, la tenuta del centro storico, l’attrattività universitaria, la mobilità sociale e la capacità della città di non perdere popolazione. Secondo un dato regionale aggiornato al 1° gennaio 2025, Enna conta 25.102 residenti; nello stesso tempo, il quadro demografico siciliano restituisce per l’area ennese un profilo segnato da invecchiamento e fragilità strutturali: nella provincia di Enna l’età media è pari a 47,0 anni, tra le più alte dell’isola, mentre l’incidenza della popolazione straniera si ferma al 2,9%, il valore più basso in Sicilia. Sono numeri che raccontano una città e un territorio in cui il tema dell’abitare non è separabile da quello dello spopolamento e della rigenerazione urbana.