"La difficoltà di trovare casa è oggi la criticità più sentita nelle nostre città". Tonino Bernabè, presidente di Acer Rimini, ha aperto così il cuore del problema: l’abitare non riguarda più solo le fasce fragili, ma "tocca cittadini e lavoratori, impedendo spesso la mobilità" e mettendo in difficoltà servizi e comunità. Da qui è partita ieri, al Fulgor, la prima giornata dell’assemblea nazionale di Federcasa, per la prima volta a Rimini, nel convegno dedicato al Piano casa approvato alla Camera e ora atteso al Senato.

Dopo il videocollegamento del ministro Matteo Salvini, il confronto è entrato nel merito: recuperare alloggi sfitti non basta, se mancano risorse adeguate e una regia tra Europa, Stato, Regioni e Comuni. Bernabè ha chiesto una "sinergia tra tutti i livelli", mentre Leonardo Impegno, vicepresidente di Federcasa, ha definito "un errore non mettere davvero l’edilizia pubblica al centro del decreto", ricordando che "la domanda reale riguarda centinaia di migliaia di famiglie che aspettano una risposta". Il passaggio più politico è arrivato dal senatore Antonio Misiani. "Bene il recupero degli alloggi – ha spiegato –ma le famiglie monoreddito hanno bisogno di risposte immediate e i 970 milioni di euro messi in campo non sono sufficienti per soddisfare tutte le esigenze della popolazione". "Il rischio – ha avvertito – è che con questi ritmi per rimettere in uso il patrimonio sfitto ci metteremo vent’anni". Dal messaggio del sindaco di Bologna Matteo Lepore è arrivato infine il richiamo europeo: "regolare gli affitti brevi non basta, servono fondi pubblici per la casa sociale". Oggi pomeriggio sempre al Fulgor la seconda giornata di meeting.