“Abbiamo aggiunto oltre 50 centimetri di spessore al ghiaccio artico”. Andrea Ceccolini è l’ad di Real Ice, startup con sede a Londra e con un obiettivo che potrebbe sembrare “folle” (come ha scritto il Guardian): ricongelare il Polo Nord che si sta sciogliendo. “Siamo alla quarta campagna invernale e i risultati sono molto incoraggianti”, racconta l’imprenditore italiano, che aveva anticipato i suoi progetti a Italian Tech. “Questa volta, tra gennaio e marzo abbiamo spruzzato acqua su una superficie ghiacciata di 400 per 450 metri. Il primo obiettivo era verificare se effettivamente la nostra tecnica ci permette di ispessire il ghiaccio. E i risultati preliminari ci dicono di sì: di circa mezzo metro appunto”.
Andrea Ceccolini, ad della startup Real Ice (foto: Real Ice)
Come funziona? “Si fa un buco nel ghiaccio naturale, spesso 60-70 centimetri, per pescare l’acqua marina sottostante e poi spruzzarla in superficie tramite apposite pompe alimentate da energie rinnovabili.”, risponde Ceccolini. Viste le basse temperature invernali dell’aria, l’acqua ghiaccia e si deposita. “Oltre allo spessore aggiunto, l’altra cosa che abbiamo notato è come il nostro ghiaccio sia molto più brillante di quello ‘naturale’, per cui riflette più del doppio della radiazione solare. E assorbire meno energia significa rallentare lo scioglimento. C’è una grande differenza tra l’area di intervento e quella limitrofa non trattata: ora che è iniziata la stagione dello scioglimento, quest’ultima è già costellata di pozze d’acqua e di colore blu. Mentre l’altra è bianca, compatta e 50 centimetri più alta”. Il tutto accade a un chilometro dalla costa dell’Arcipelago Artico Canadese, 70 gradi di latitudine nord, sette chilometri dal villaggio più vicino: Cambridge Bay.






