Droni sottomarini contro la crisi climatica per salvare i ghiacci dell'Artico? Il progetto di una startup, presentato nel corso del Technology forum 2025 organizzato dal think tank The European house Ambrosetti a Stresa, lancia una nuova idea climate tech. Vediamo.Il ruolo dell'Artico nell'equilibrio climaticoL’Artico gioca un ruolo fondamentale nell'equilibrio climatico della Terra. Non solo perché lo scioglimento dei ghiacci porta all'innalzamento delle acque in tutto il globo, ma anche perché contribuisce direttamente a contrastare le normali dinamiche di riscaldamento del pianeta. Real Ice è una startup britannica che ha messo a punto un progetto per intervenire nel mare Artico utilizzando di migliaia di droni sottomarini guidati dall’intelligenza artificiale: l'obiettivo è favorire la formazione di nuovi strati di ghiaccio. Per farlo, i droni sottomarini potrebbero utilizzare delle pompe per riversare l’acqua marina sopra la banchisa polare, in modo che vada a formare nuovi strati di ghiaccio. Il co-amministratore delegato Andrea Ceccolini ha raccontato a Wired i dettagli del progetto.Come il ghiaccio artico protegge il pianeta dal surriscaldamentoLa copertura dell’Artico varia notevolmente a seconda della stagione. Se in inverno raggiunge i 15 milioni di chilometri quadrati, all’inizio dell’estate scende a 10 e alla fine della stagione raggiunge solamente 4 milioni di km quadrati. Questa copertura, sebbene “ridotta” durante la stagione estiva, in una singola giornata può riflettere una quantità di energia che può arrivare a 30.000 terawatt/h, pari alla produzione energetica mondiale in un anno. In assenza di ghiaccio, tutta questa energia si convertirebbe in calore.Il ghiaccio, a causa di semplici leggi fisiche, riflette infatti il 90% dell’energia che viene riversata dal sole sulla superficie dell’Artico. Al contrario, l’acqua dell’oceano allo stato liquido ne assorbe il 95%. Insomma: senza ghiaccio il fenomeno del riscaldamento climatico peggiorerebbe drasticamente.“Secondo tutti gli studi scientifici, entro il 2030 andremo incontro al primo evento ‘blue ocean’, cioè a una situazione in cui per un giorno l’intera calotta artica arriverebbe allo scioglimento”, spiega Andrea Ceccolini a margine del convegno. “Sarebbe la prima volta in un milione di anni, e le conseguenze potrebbero essere devastanti”.Il ghiaccio non è tutto ugualeAnche senza arrivare a un evento “blue ocean”, l’assottigliamento porta a una vera e propria compromissione del sistema. “Il ghiaccio del primo anno è molto fragile perché è appena cresciuto ed è poroso. Quello che sopravvive a tutta l'estate invece si condensa, si compatta, si schiaccia con l'altro e costruisce dei rilievi. Il ghiaccio pluriennale ha una resistenza simile a quella della pietra”, sottolinea Ceccolini.Inoltre, la calotta di ghiaccio presente nell’Artide contribuisce a mantenere a bassa temperatura l’acqua sottostante e in tutta l'area. Il completo scioglimento del ghiaccio, spiega l'amministratore delegato di Real Ice, innescherebbe una sorta di reazione a catena che avrebbe come conseguenza anche l’accelerazione dello scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia e, ancora più grave, lo scioglimento del permafrost in vaste aree che ne sono coperte, con il conseguente rilascio di metano, un gas serra 80 volte più impattante a livello di effetto serra rispetto all'anidride carbonica.Di qui l’idea di contrastare lo scioglimento intervenendo attivamente per creare nuovi strati di ghiaccio che lo rendano più resistente. “Il ghiaccio nell'Artico durante l'estate dà un contributo di raffrescamento del pianeta equivalente a togliere mille tonnellate di CO₂ dall'atmosfera per km”, sottolinea. “Naturalmente non è la soluzione definitiva, ma ci permette di guadagnare tempo mentre si procede a eliminare le cause del riscaldamento climatico”.Pompare acqua marina per creare nuovo ghiaccioL’idea alla base del progetto è quella di contribuire alla formazione di nuovi strati di ghiaccio “allagando” intere porzioni della calotta artica con acqua di mare. I primi esperimenti fatti da Real Ice hanno utilizzato un sistema basato su pompe installate manualmente e hanno dato ottimi risultati, dichiara l'azienda.Una pompa installata manualmente per “allagare” l'artico. Fonte: Real Ice
Una startup vuole usare droni sottomarini per salvare i ghiacci dell'Artico
Una nuova frontiera del climate tech nel progetto di un'azienda britannica. Che racconta a Wired come intende fare






