Le ondate di calore che stanno colpendo l’Europa non portano solo temperature record, ma alimentano anche un pericolo invisibile e soffocante: lo smog fotochimico, un particolare inquinamento dell’aria generato dall’interazione tra la luce del sole e i gas prodotti dalle attività delle grandi aziende agricole e zootecniche. Alla questione ha dedicato oggi un’approfondita analisi l’European environmental bureau (Eeb) lanciando un forte allarme per i picchi di ozono troposferico (a livello del suolo) che si stanno registrando nei Paesi europei. Questa combinazione tossica che si genera quando il forte irraggiamento solare reagisce con i gas inquinanti rappresenta un fenomeno che negli ultimi anni è peggiorato drasticamente, tanto che la stragrande maggioranza delle stazioni di monitoraggio europee supera costantemente la soglia di sicurezza di 120 microgrammi per metro cubo.
Per dare un’idea delle dimensioni del problema, basti pensare che le temperature estreme hanno gravi ripercussioni sulla salute, ma gli effetti dello smog fotochimico, che si forma a causa dell’inquinamento da ozono troposferico, rimangono poco conosciuti: nel 2022, l’esposizione all’inquinamento da ozono, causata in gran parte dal metano derivante dalle pratiche dell’agricoltura industriale, ha provocato circa 70.000 decessi prematuri e 2 miliardi di euro di perdite agricole in tutta l’Ue.










