Boom di emissioni inquinanti e siccità record. Le analisi del Copernicus Atmosphere Monitoring Service fanno suonare un nuovo campanello di allarme: le emissioni di carbonio in Europa e Regno unito sono le più alte mai registrate negli ultimi 23 anni, dall’inizio delle rilevazioni. Hanno contribuito gli incendi boschivi dell’estate, l’inquinamento da ozono e le intrusioni di polvere sahariana. Con oltre la metà dei suoli colpiti dalla siccità, agosto 2025 è stato inoltre il mese più secco in Europa e nel Mediterraneo da quando l’Osservatorio europeo sulla siccità (Edo) ha iniziato a monitorarla nel 2012. Si tratta di fenomeni, in entrambi i casi, strettamente collegati ai cambiamenti climatici.
Dal monitoraggio dell’inquinamento atmosferico di Copernicus emerge che gli incendi scoppiati nei boschi europei nel 2025 hanno rilasciato 12,9 megatonnellate di carbonio, superando il precedente massimo annuale di 11,4 megatonnellate registrato nel 2003 e nel 2017. In particolare sono stati gli incendi in Spagna e Portogallo a metà agosto ad avere avuto ruolo determinante nel boom di emissioni, con intere superfici della Penisola Iberica andate a fuoco. Anche in Turchia, Cipro e alcuni paesi balcanici si sono verificati incendi significativi durante l’estate, mentre in altre zone sono proseguiti anche a settembre, come in Canada. Il trasporto di fumo a lungo raggio dal Paese del nord America è stato infatti un altro fattore importante nell’aumento delle emissioni. L’estate del 2025 ha visto inoltre episodi di trasporto di polvere sahariana insolitamente frequenti e intensi.






