Milano, 26 giugno 2026 – Non bastasse il caldo torrido, in questi giorni di inizio estate, c’è da fare i conti anche con una qualità dell’aria davvero scadente. Effetto, questo, per altro direttamente collegato con l’aumento delle temperature.
Sotto la cupola anticiclonica che staziona sul nord Italia, quindi, ha messo le tende anche l’ozono, il principale nemico della nostra salute respiratoria nei mesi caldi. Non solo in Pianura Padana, ma anche lungo la fascia pedemontana.
Le motivazioni
A lanciare l’allarme è Legambiente, che fornisce anche una spiegazione scientifica del fenomeno. L’inquinamento da ozono coinvolge anche territori che penseremmo immuni. O, se non altro, meno esposti. Questo avviene, si legge in una nota, “perché le masse d’aria calda sospingono gli inquinanti verso la catena alpina: l’ozono infatti si forma quando la luce solare è sufficientemente intensa da attivare reazioni chimiche a partire da gas naturalmente presenti nell’atmosfera, come il metano o le sostanze organiche rilasciate dalla vegetazione”.
In questo caso, le altissime (e nocive) concentrazioni che si misurano in Pianura Padana sono però legate alla grande quantità di gas inquinanti prodotti dalla congestione veicolare (in primis gli ossidi di azoto, NOx), dall’industria (i solventi volatili, COV) e dall’agricoltura (il metano prodotto dagli allevamenti ed anche, in questa stagione, dalle risaie).









