L’hanno invitata a tornare “a lavare i piatti”, le hanno detto che “è bella ma ignorante”, riservandole poi una serie di altre frasi irriferibili. Maria Teresa Giaffreda, giornalista salentina, collaboratrice di Quotidiano di Puglia, ha pubblicato un video di critica a Roberto Vannacci e si è ritrovata sommersa da una valanga di insulti sessisti.

Tutto è partito da un'analisi social che Giaffreda ha dedicato all’ex generale ed eurodeputato, descritto come un “semplificatore”, che ha cavalcato con il suo estremismo un malessere sociale già esistente, “intercettato attraverso un programma politico che - a giudizio della giornalista - è senza alcun fondamento” e “riduce tutto ai gay e ai migranti”. Una disamina che ha raccolto migliaia di visualizzazioni, ma che ha anche scatenato una reazione violenta da parte di una fetta della platea social.

A raccontare l'episodio è la stessa Giaffreda, in un post nel quale distingue nettamente il dissenso politico dalle aggressioni personali. “Il mio video ha sollevato un polverone - dice - e non solo per le visualizzazioni ma soprattutto per i messaggi d'odio che ho ricevuto”. Precisa subito di non voler generalizzare: “Non mi riferisco alle offese generiche, di quelle ne ho ricevute a fiumi ma francamente non mi toccano, e non si tratta neanche di chi ha idee politiche diverse dalle mie. Il sano confronto è sempre ben accetto”. Il punto, spiega, è un altro: “Si tratta invece di minacce e messaggi sessisti legati al mio aspetto fisico e al mio essere donna in quanto tale”.