L’appartamento dove le due minorenni hanno trascorso i giorni della loro fuga è una casa semplice, con mobili scuri, stanze piccole e sacchetti della spesa accatastati negli angoli. In cucina ci sono bottiglie d’acqua, pentole sul fornello, asciugamani appesi e una televisione accesa in sottofondo. Nel soggiorno, tra sedie, ventilatori e soprammobili, si vedono valigie, borse e buste piene di viveri. In una stanza sono stati lasciati pacchi di pasta anche per celiaci, generi alimentari, vestiti e prodotti acquistati per le due ragazze.
La difesa della zia: «Mi hanno messa in mezzo» «Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo solo aiutare, volevo che le bambine stessero bene e che tornassero con la mamma, così da chiudere questa storia», racconta la zia della madre delle ragazze che avrebbe ospitato le due sorelle durante i giorni della scomparsa. «Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle 4 del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate», spiega la donna.Perché l'ha fatto Secondo il suo racconto, le ragazze trascorrevano gran parte del tempo chiuse nella stanza: «Mangiavamo a mezzogiorno e loro stavano tutto il giorno in camera». Poi aggiunge: «Io l’ho fatto per le bambine. A me quell’uomo non piaceva, non volevo che stessero con il padre. Non mi hanno dato soldi, io pensavo fosse la cosa giusta. Ognuno ha fatto la sua vita, io volevo solo aiutarle. L’ho fatto perché sono parenti di mio marito: se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui. Io quelle bambine non le avevo mai viste prima. Andava bene anche stare ai domiciliari, io avrei rischiato per loro. Speravo solo che non ci fossero conseguenze». «Sono spaventata, ma io volevo solo proteggerle», conclude: «Non volevo che stessero con il papà. Volevo che andassero con la mamma, volevano proteggerle. Manco fossi una terrorista, anche se stavo ai domiciliari non mi importava, io l’ho fatto col cuore e non volevo sapere nulla. Non sapevo quanto restassero, mesi forse per quanto cibo mi hanno portato»












