Le due ragazze, di 12 e 16 anni, hanno vissuto per 15 giorni segregate in una camera da letto, senza mai uscire, con l'unica concessione della televisione. Erano a casa di un'anziana, una lontana parente della mamma. All'arrivo dei carabinieri nell'appartamento, le sorelline hanno opposto resistenza: "Vogliamo stare con mamma". Intanto le indagini proseguono per capire se ci sono altri complici che possano aver contribuito a pianificare il sequestro

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Le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse e ritrovate a Formi hanno vissuto per 15 giorni segregate in una camera da letto, senza mai uscire, con l'unica concessione della televisione. Erano a casa di un'anziana, una lontana parente della mamma, in un appartamento delle case popolari a un quarto d'ora dal paese dove vivono i loro genitori. Avevano con loro un telefonino, nascosto nel cartone di un panettone, con una sim registrata a nome di un pachistano. A fornirgliela era stata la mamma che, secondo gli investigatori, aveva pianificato da tempo il sequestro dalla casa famiglia in Abruzzo. Ed è stata proprio una videochiamata tra le ragazzine e la donna a far scattare il blitz dei carabinieri che hanno eseguito il decreto di fermo per il concreto pericolo di fuga dei protagonisti di questa vicenda, la mamma Valentina, il suo compagno Vincenzo e il nonno materno delle bambine, Marco.