Sarà nei cinema italiani (fino al 20 settembre) il terzo lungometraggio (Il paese del melodramma, ’23 – in foto una scena) dell’ottantatreenne Francesco Barilli, dopo l’anteprima di Parma, la città dell’eterogeneo regista. Parma, infatti, ha voluto dedicare a Barilli un doveroso premio alla carriera al Festival Mangiacinema. Barilli è anche attore (oltre che bravissimo pittore di immagini surrealiste): ha recitato in 23 film diretti da registi del calibro di Bertolucci, Pietrangeli, Bolognini, Saura, Amelio e tanti altri. E, proprio con l’altro grande parmigiano, Bernardo Bertolucci, ha esordito come protagonista di Prima delle rivoluzione (’63) accanto ad Adriana Asti, scomparsa, fra l’altro, proprio il 31 luglio dell’anno scorso.
Come (troppo) spesso accade (ed è accaduto) nel nostro Paese, Prima della rivoluzione, considerato oggi un prodotto culturale che anticipa le fibrillazioni del Sessantotto, ebbe scarsa distribuzione (e cattiva critica, tranne rare eccezioni): l’anno successivo, ottenne il Prix de la Nouvelle Critique (ex aequo con il brasiliano Vidas Secas di Nelson Pereira dos Santos) e giudicato splendido al New York Film Festival. Barilli ha poi diretto numerosi corti e fiction tv.








