“Il pubblico cerca storie nuove ed è curioso. Per noi registi è il momento di scommettere”. Premio alla carriera all’Ischia Film Festival, il regista Silvio Soldini raggiunge in barca il piazzale aragonese, che conduce al castello: qui, fino a sabato, il festival diretto da Michelangelo Messina racconta il rapporto speciale tra cinema e luoghi.
Lui, Soldini, presenta “Le assaggiatrice”, già David di Donatello alla miglior sceneggiatura non originale, ispirato al bellissimo libro di Rosella Postorino, che racconta la storia di Rosa, costretta - insieme ad altre donne - ad assaggiare i pasti destinati a Hitler, vivendo ogni giorno nel terrore di essere avvelenata. “Un lavoro ambientato in Alto Adige, con molti attori tedeschi. – racconta. – Ora posso dirlo: una scommessa vinta. E non è un film sul nazismo, perché potrebbe essere ambientato in altre epoche. Un film distopico, come l’ha definito la stessa Postorino”.Soldini tornerà set la prossima primavera con un altro adattamento cinematografico ispirato ad un romanzo. “Sarà una commedia con un personaggio maschile protagonista. – anticipa - Una scelta diversa, visto che solitamente prediligo i personaggi femminili, che hanno una sensibilità più profonda, un ruolo diverso nella società e vengono raccontate meno al cinema. La musica sarà centrale nella storia, che è contemporanea, ma avrà quel tocco surreale e favolistico che contraddistingue i miei lavori. Di più non posso dire, se non che per il momento sono alla ricerca di un paesino arroccato in cima a una collina e quasi del tutto abbandonato, con massimo 4 o 5 casette, nel centro Italia”.











