di Cristiana Allievi
Il regista de "Le assaggiatrici" racconta i suoi prossimi lavori alla 24esima edizione dell’Ischia Film Festival dove ha ricevuto il premio alla carriera
«Ho nuotato nel mare di Ischia e mi sono perso l'inverno milanese. A preoccuparmi è l’acqua molto calda, in compenso con la maschera ho visto un sarago e delle orate. Il fatto che ci siano ancora i pesci è già buono, vuol dire che il mare è pulito». A richiesta, il regista e sceneggiatore Silvio Soldini spende parole anche per due buoni vini locali assaggiati la sera precedente. L’occasione di questo incontro all’inizio della 24esima edizione dell’Ischia Film Festival è la consegna del Premio alla Carriera 2026 assegnato al maestro nell’affascinante scenario del Castello Aragonese che, per otto giorni (27 giugno-4 luglio), accoglie pubblico e addetti ai lavori con proiezioni davanti al mare, in luoghi speciali come le tre sale all’aperto della Cattedrale dell’Assunta, della Piazza d’Armi e della Casa del Sole.Il festival diretto da Michelangelo Messina quest’anno ha scelto il regista di Pane e tulipani per l’importante riconoscimento. Il primo lungometraggio di questo milanese classe 1958, L’aria serena dell'Ovest, risale al 1990, mentre l’ultimo è Le assaggiatrici, adattamento del romanzo di Rosella Postorino, a sua volta ispirato alla storia vera di Margot Wölk. Una storia “di guerra” che, contrariamente a ogni previsione per un film ambientato nel 1943 in Germania e con attori tedeschi, ha messo d’accordo pubblico e critica








