Un riconoscimento alla carriera, ma anche l’occasione per parlare di cinema, comunità e responsabilità. Lello Arena è tra i protagonisti più attesi dell’Ischia Film Festival, dove riceve – nell’incanto del Castello aragonese - un premio, l’Ischia Film Award, che celebra un percorso artistico iniziato oltre cinquant’anni fa e sviluppatosi tra teatro, grande schermo e televisione.

Sull’isola l’attore ha presentato” L’invisibile filo rosso”, diretto da Alessandro Bencivenga e ambientato, in parte, anche a Ischia. Ambientato nell’Italia degli anni ‘50, il film segue la storia di Gennaro, un giovane infermiere che lascia l’isola e l’amico Poduccio per trasferirsi in Trentino, dove trova lavoro in un manicomio. Arena interpreta proprio Poduccio, un personaggio segnato da una sensibilità che lo colloca ai margini delle convenzioni sociali. “Un’anima nobile, una di quelle persone che vengono considerate fuori registro perché capaci di percepire ciò che gli altri non riescono più ad ascoltare”, spiega. “Poduccio diventa anche il simbolo di una civiltà: quella che accoglie, che non esclude, che riconosce valore anche in ciò che appare fragile o disallineato”. Un personaggio che consente così di affrontare temi che vanno oltre la vicenda individuale: il rapporto con la fragilità, la responsabilità collettiva e la capacità di riconoscere l’altro senza trasformarne la differenza in una colpa. “Comportarsi bene è possibile, ma richiede attenzione, ascolto, uno sforzo consapevole, è molto più facile scegliere il contrario”, aggiunge Arena, nella sua versione più profonda e riflessiva.