Pubblicato il: 29/07/2026 – 11:38

SOVERATO Grande successo per la quarta serata del Magna Graecia Film Festival a Soverato che ha visto protagonista il celebre attore pugliese Lino Banfi, premiato con la Colonna d’Oro di GB Spadafora. Presentati anche i progetti sulla legalità con la Polizia di Stato e l’intitolazione di una via della cittadina jonica alla memoria del maestro Ettore Scola, già presidente onorario della kermesse.

Un mattatore sul palco

Momento clou della serata è stato l’arrivo sul palco di Lino Banfi, che ha incantato e fatto ridere la platea con le sue battute, e ripercorso oltre 65 anni di carriera e più di 130 film, tra ricordi d’infanzia e aneddoti esilaranti, insieme al giornalista Antonio Capellupo. «Io in Calabria mi sto trovando benissimo» – ha esordito l’attore accolto dall’applauso del pubblico. «Sapevo di avere una bella accoglienza, ma non mi aspettavo una cosa così bella come quella di stasera. Vuol dire che sto raccogliendo adesso i frutti di quello che ho seminato per 65 anni, lavorando sempre con garbo, misura e buoni sentimenti».Banfi ha poi ripercorso gli esordi durante la guerra e la lunga gavetta, un valore che oggi rischia di scomparire: «A 7 anni, durante i bombardamenti in Puglia, mi chiamavano per far ridere i bambini spaventati per le sirene e le bombe. Il mio destino già allora era quello di far ridere. Ho fatto ridere quattro generazioni…» – ha scherzato l’attore, ricordando anche i primi passi al Nord: «A 17 anni sono andato a Milano, in anni in cui non affittavano nemmeno le camere ai meridionali. Ne ho fatta tanta di strada. Grazie anche a mia moglie che ci ha sempre creduto. Oggi sono felice di essere qui: la Calabria è da sempre gemellata con la mia Puglia».Immancabile un passaggio sui ruoli più iconici della sua carriera, da Oronzo Canà de “L’allenatore nel pallone” (nato da un’idea suggeritagli in aereo dal tecnico Nils Liedholm) fino al fenomeno generazionale di Nonno Libero in “Un medico in famiglia”: «Quando lessi il format spagnolo capii che si poteva creare una storia per tutte le età, ma quel nonno originale non mi piaceva, era un po’ volgare. Ho voluto cambiarlo e farlo diventare un pilastro della famiglia. Nonno Libero mi ha regalato il pubblico dei ragazzini e delle nuove generazioni, completando il Banfi che conoscete». Infine, con la consueta ironia, ha regalato un’ultima battuta sui progetti futuri stimolato dal direttore artistico del MGFF Gianvito Casadonte: “Qui ho voluto incontrare Kevin Spacey per proporgli una sceneggiatura… per ora sta tutta nella mia testa e la gireremo in Calabria!”.