JESOLO - «Ho sentito un boato, quando ho alzato gli occhi ho visto l'auto volare quasi al centro del Sile. Inizialmente galleggiava, poi la corrente l'ha portata verso il paese e infine verso la riva sinistra, dove si è arenata e si è inabissata. Sembrava un missile». È il racconto di Silvano Colla, titolare del ristorante pizzeria "Tre Leoni" di Jesolo Paese, che ieri mattina ha assistito in diretta al drammatico incidente costato la vita al giovane di 23 anni. Una scena improvvisa e surreale, avvenuta lungo Riviera Piave Vecchio, nei pressi del ponte sul Sile, sotto gli occhi attoniti di chi si trovava nella zona. Secondo il suo racconto, l'auto è volata in acqua dalla parte opposta del suo locale, ovvero da via Drago Jesolo, probabilmente dopo aver svoltato da via Adriatico: «L'abbiamo vista finire dentro il fiume, non sappiamo cosa sia successo e quali siano le cause dello scontro - aggiunge il ristoratore - ha planato per alcuni secondi prima di sparire in acqua».

I SOCCORSI In quei momenti concitati, diverse persone si sono immediatamente fermate per cercare di capire cosa stesse accadendo. Due motociclisti, uno di Lecce e l'altro di Rossano (Cosenza), in città per partecipare a delle competizioni, sono stati tra i primi a lanciare l'allarme ai soccorsi. «Quell'auto proveniva dalla strada che si trova nella sponda opposta rispetto alla strada che stavamo percorrendo raccontano l'abbiamo vista volare dentro l'acqua. Ha sfondato la staccionata e poi è finita nel fiume, all'inizio galleggiava per qualche secondo. Poco prima avevamo passato un posto di controllo della polizia locale: visto quanto stava accadendo, ci siamo sbracciati per richiamare l'attenzione degli agenti e chiedere aiuto. Un poliziotto si è anche tuffato, seguito da altre persone, 2 rumeni in particolare, che si trovavano sulle rive del fiume. Hanno fatto di tutto per provare a liberarlo, ma purtroppo non ci sono riusciti. Hanno provato ad estrarlo dal portellone del portabagagli ma c'era chi diceva che il corpo fosse incastrato nell'abitacolo, forse per un airbag scoppiato durante l'urto. Nel frattempo abbiamo subito chiamato i soccorsi, ma non sapevamo cosa fosse successo esattamente e nemmeno quante persone ci fossero davvero dentro quell'auto ma a prescindere, la gravità della situazione era già chiara». Poi, per loro, casco in mano e sguardo fisso tra l'asfalto e l'acqua del Sile, è diventato difficile parlare, tanto che alla notizia del recupero della salma sono riusciti appena ad aggiungere: «Chi è entrato in acqua, è uscito sconvolto: tutti erano senza parole, non riuscivano a darsi pace». Anche alcuni residenti sono usciti di casa dopo aver sentito il forte boato. «Siamo corsi fuori tutti insieme raccontano abbiamo capito subito che si trattava di qualcosa di grave ma non immaginavamo ad un incidente di questo tipo. Via Drago Jesolo viene spesso percorsa quando sulla Jesolana si formano le code. Ma nessuno si aspetterebbe mai una scena del genere». IL SINDACO Secondo quanto riferito dai testimoni, l'auto procedeva dalla parte opposta rispetto al punto in cui è avvenuta l'uscita di strada. Dopo l'impatto con la staccionata, avrebbe "planato" per alcuni istanti prima di finire nel Sile. Quando i primi soccorritori sono arrivati, la scena era già segnata dalla concitazione e dalla presenza di numerosi curiosi, tra turisti di passaggio e residenti, molti dei quali si sono fermati chiedendo informazioni su quanto stesse accadendo. Sul posto anche il sindaco Christofer De Zotti, che ha seguito le operazioni di soccorso in prima persona con l'assessore alla Mobilità Andrea Carpenedo, manifestando il cordoglio del Comune ed elogiando l'azione di chi, senza esitazione, si è gettato in acqua nel disperato tentativo di salvare il 23enne.(Fonte foto: Facebook)