JESOLO - Un encomio o comunque un riconoscimento per chi, senza esitazione, si è lanciato in acqua nel disperato tentativo di salvare la vita a Nicolò Luca Salmoirago, il giovane di 23 anni morto domenica mattina dopo che la sua auto è finita nelle acque del Sile. Ad annunciarlo è stato il sindaco Christofer De Zotti, che ha voluto sottolineare il coraggio dimostrato sia dall’ufficiale della Polizia locale intervenuto per primo, l’agente Michele Citta, che dai due cittadini romeni che hanno cercato di prestare soccorso in quei drammatici minuti. L’incidente si è verificato attorno alle 11 di domenica scorsa, lungo via Drago Jesolo, all’altezza del ristorante “I Tre Leoni”. L’auto guidata dal giovane, una Opel Corsa, ha sfondato la staccionata che delimita l’argine del fiume, passando tra due alberi prima di terminare la propria corsa nel Sile, planando nell’acqua e galleggiando per qualche secondo prima di finire sott’acqua in un punto in cui il fondale è profondo tra i 5 e i 6 metri. Vani, purtroppo, i tentativi di salvare il 23enne.

I TENTATIVI «Chi poteva ha cercato di fare qualcosa - ha spiegato il primo cittadino -. Spesso ci troviamo di fronte a persone che si limitano a osservare, fare foto o video. In questo caso, invece, ci sono state persone che hanno messo a rischio se stesse per tentare di aiutare un'altra persona. A loro va riconosciuto il giusto merito». Il sindaco ha inoltre evidenziato come l’intera macchina dei soccorsi abbia funzionato con tempestività ed efficacia. «È stata una risposta diffusa e immediata – precisa De Zotti -. Ognuno di coloro che sono intervenuti ha cercato di fare ciò che poteva in una situazione estremamente complessa. Parliamo di un fiume che, pur apparendo tranquillo, raggiunge profondità di circa cinque o sei metri. Nei primi momenti non era nemmeno chiaro quante persone potessero essere coinvolte. Si cercava contemporaneamente di soccorrere eventuali occupanti e di ricostruire quanto accaduto. Le successive operazioni di identificazione del giovane sono state complesse. Purtroppo ci siamo trovati di fronte a una disgrazia che segna questo avvio di stagione».Nel giro di pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco, il Suem 118, la Polizia di Stato e i sommozzatori specializzati del nucleo di Vicenza. Nonostante il rapido dispiegamento di uomini e mezzi, per il giovane non c’è stato nulla da fare. Il corpo è stato recuperato dal veicolo ormai completamente sommerso. Il sindaco, ha espresso inoltre parole di particolare apprezzamento all'ufficiale della Polizia locale protagonista del primo intervento. «Durante l’anno svolge attività di formazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale anche nelle scuole – precisa De Zotti - . È un ufficiale di grande livello che ha capito immediatamente la situazione ed è intervenuto per fare tutto ciò che era nelle sue possibilità. Rappresenta il valore del nostro comando, del quale siamo profondamente orgogliosi». LE DINAMICHE Nel frattempo proseguono gli accertamenti sulla dinamica dell’incidente, che appare come un evento autonomo senza il coinvolgimento di terze persone. Gli agenti hanno raccolto le testimonianze dei due amici con cui il ventitreenne aveva trascorso il fine settimana a Jesolo, ricostruendo la loro presenza in città. Tra le ipotesi al vaglio restano il colpo di sonno o un improvviso malore. È stato concesso il nulla osta per il funerale e la salma, ricomposta nella camera mortuaria di via Levantina è in attesa del rientro ad Arluno, nell’hinterland milanese, dove vivono i famigliari che al momento non hanno raggiunto Jesolo. «Valuteremo se incontrarli o parlarci nel pieno rispetto della situazione - ha concluso il sindaco -. La città è profondamente turbata. Esprimo il cordoglio di tutti: Nicolò non era un nostro concittadino, ma era uno dei tanti giovani che scelgono Jesolo per trascorrere momenti di svago».