di

Alessandro Bocci

Il ragazzo di Rocafonda ha, come d’incanto, trasformato la Roja, che non aveva segnato neppure un gol contro Capoverde e ne ha fatti invece quattro alla tenera Arabia Saudita

Forse non eguaglierà Messi e neppure Ronaldo e non segnerà quanto Mbappé, ma il debutto di Yamal è un ciclone che investe il Mondiale. Il leggiadro Lamine sembra indispensabile per la Nazionale di De la Fuente più di quanto non lo sia per il Barcellona, la squadra che lo ha allevato e lanciato nell’olimpo planetario. È una provocazione, sia chiaro. Il ragazzo di Rocafonda ha, come d’incanto, trasformato la Roja, che non aveva segnato neppure un gol contro Capoverde e ne ha fatti invece quattro alla tenera Arabia Saudita.

Yamal, 19 anni da compiere a luglio, si è messo tutto e subito alle spalle con la maturità del campione consumato: l’infortunio fastidioso e l’attesa di un Paese che si aspetta da lui le giocate per vincere in America. Già dopo un minuto aveva dato un saggio delle sue qualità, dopo dieci ha segnato e non si è più fermato sino a quando nell’intervallo, chiusa la partita, De la Fuente lo ha prudentemente richiamato in panchina. Le grandi rivali della Spagna possono contare su centravanti formidabili e implacabili, che hanno già marcato la differenza.