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Carlos Passerini, inviato a Città del Messico
Lamine Yamal ha smaltito l’infortunio che teneva in ansia la Spagna: «Sarà pronto per la prima partita». Avrà tutti gli occhi addosso, a 18 anni va in caccia della vittoria ai Mondiali e del Pallone d'oro
«Vamos Lamine». Tutti i cori, l’altra notte sotto il diluvio di Puebla, erano per lui. E pensare che neanche c’era. Nell’ultima prova generale disputata qui in Messico all’Estadio Cuauhtemoc, a 2.100 metri di altitudine, conclusasi con un 3-1 al Perù in scioltezza, Yamal non ha giocato. È rimasto ad allenarsi a Chattanooga, Tennessee, nel quartier generale scelto dalla Spagna per questo Mondiale dove parte per favorita, dopo la conquista dell’Europeo di due anni fa in Germania. L’infortunio muscolare che ha tolto il sonno per settimane alle Furie Rosse e ai loro tifosi è però superato. E a garantirlo è lo stesso c.t. De La Fuente: «Ha recuperato, sarà pronto per la prima partita». Vale a dire il debutto più che morbido di lunedì alle 18 italiane contro Capo Verde, in una sorta di testacoda mondiale che se da una parte incuriosisce proprio per lo scarto tecnico — lo stesso attaccante vale da solo quattro volte l’intera rosa africana, 200 milioni contro 50 — dall’altra inevitabilmente solleva qualche riflessione sul format a 48.















