Dieci minuti per piegare l'Arabia Saudita e ritrovarsi la Spagna ai propri piedi. La prima rete di Lamine Yamal a un Mondiale di calcio ha rilanciato le ambizioni dei campioni d'Europa in carica. La stella 18enne è rimasta in campo solo un tempo e, dopo aver preso parte alla goleada della prima frazione, ha festeggiato dalla panchina il 4-0 definitivo. Ma la sua prestazione è stata esaltata da tutta la stampa spagnola come la miccia che ha permesso di scacciare i fantasmi.

Due anni fa, da sedicenne, diventò il più giovane marcatore di sempre agli Europei, ieri è diventato l'ottavo più giovane a segnare ai Mondiali. Due reti agli antipodi. In semifinale continentale contro la Francia, fu un sinistro a effetto finito sotto l'incrocio dei pali, il classico gol che ogni bambino sogna. Quella di ieri sera, la zampata di un centravanti scafato pronto a punire una difesa molle.

Ali estreme dello sconfinato repertorio di chi sa cambiare spartito senza fossilizzarsi sul proprio stereotipo di funambolo bravo a saltare l'uomo, perché a volte più dei fuochi d'artificio conta la sostanza. Insomma, Yamal può essere visto come un eclettico in grado di fondere i generi e uscire dalla propria comfort zone.