Ormai è sempre più raro trovare momenti da passare insieme in famiglia. E così purtroppo si perde un’occasione di condivisione e confronto. La proposta è calibrare gli orari e venirsi incontro la mattina, seduti “quanto basta” senza guardare i cellulari

di

Barbara Stefanelli

“Le colazioni” potrebbe essere un modo (scherzoso) di contrastare “le correzioni”, quelle di cui scrive Jonathan Franzen nel libro che ne decretò la fama internazionale. Nel romanzo, una delle declinazioni più struggenti de “Le correzioni” entra nella vita familiare, infilandosi tra i tentativi di ogni membro di rimediare alle scelte sbagliate, alle mancanze verso gli altri e sé stessi, a quegli errori impercettibili che pure non passano mai inosservati.

Dal patriarca Alfred ai tre figli, i Lambert, protagonisti della storia, non appaiono disfunzionali in modo clamoroso, lo sono nelle pieghe dell’amore che c’è ma non viene espresso o delle incomprensioni che si accumulano fino a diventare non più scalabili. Alla fine, sarà tardi per porre rimedio e ricominciare: resteranno nostalgia e dolore, mentre il corpo sigilla il destino di ciascuno.