Messaggi, smartphone e nuove abitudini hanno ridotto gli scambi spontanei nella vita di tutti i giorni. Eppure proprio quelle brevi chiacchiere aiutavano a costruire relazioni e fiducia
Una battuta mentre si aspetta il proprio turno, un commento sul tempo in ascensore, una domanda al supermercato. Le giornate sono piene di messaggi, notifiche e contenuti da guardare, ma sempre più povere di quei brevi dialoghi, forse inutili che, però, contribuivano a spezzare la distanza tra persone spesso estranee, trasformando luoghi di passaggio in spazi di relazione. Due psicologi, Valeria Pfeifer e Matthias Mehl, studiosi del comportamento e della comunicazione umani, hanno voluto misurare quanto le persone parlino davvero ogni giorno, fotografando un cambiamento profondo.
Il tempo del silenzio, come abbiamo perso 338 parole al giorno
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Perspectives on Psychological Science, ha seguito l’evoluzione del linguaggio parlato tra il 2005 e il 2019, evidenziando come il numero medio di parole pronunciate ogni giorno sia diminuito del 28 per cento, ovvero si è passati da circa 16 mila parole quotidiane a meno di 12 mila. Ogni anno se ne sono perse, in media, 338. La ricerca, inoltre, prende in esame un periodo precedente alla pandemia di Covid-19, quindi non considera gli effetti del lockdown, quando isolamento e lavoro da casa hanno ridotto ulteriormente le occasioni di parlare con altre persone.








